Gioco di ruolo: affrontiamo insieme le sfide di ambiente, agricoltura e clima con i nostri scarti locali
Rivolta a tutta la Provincia Sì
Descrizione
Un’assemblea pubblica dovrà affrontare un tema spinoso: costruire o no un nuovo impianto di trattamento di scarti locali? Diversi saranno gli attori con sogni e paure spesso in contraddizione. Attraverso un gioco di simulazione, proveremo a vivere una scena sempre più attuale, stimolando competenze nuove in termini di pensiero complesso, approccio sistemico, creatività, collaborazione e capacità di mediazione.
Viviamo un tempo di crisi globali che coinvolgono la gestione dei cambiamenti climatici, la riduzione delle fonti fossili per l’energia e l’agricoltura, il deterioramento della salute del suolo, la gestione di grandi flussi di rifiuti e scarti.
Una possibile strategia che prova ad affrontare queste sfide insieme è la Bioeconomia Circolare, cioè quel sistema di produzione di cibo, materiali ed energia a partire da bio-risorse rinnovabili della terra e del mare. La bioeconomia può contribuire alla gestione oculata e innovativa di gestione delle risorse naturali e la riduzione degli impatti ambientali grazie alla valorizzazione di rifiuti e scarti con un approccio multisettoriale, ma non senza ostacoli personali e collettivi. Questa sfida avviene a livello locale, ma anche a livello Europeo e Nazionale, dove specifiche Strategie (quali “Strategia per la Bioeconomia”, “EU Mission Soil”, “EU Mission on Adaptation to Climate Change”) definiscono il ruolo della Bioeconomia nel raggiungimento degli SDG e degli obiettivi ambientali europei.
La proposta rivolta a studentesse e studenti della scuola superiore sarà organizzata in due diversi momenti. Una prima fase di breve presentazione (lezione dialogata) degli argomenti di ricerca innovativi riguardo la Bioeconomia Circolare, facendo riferimento ad esperienze specifiche del nostro territorio provinciale:
- Come vengono valorizzati gli scarti organici come il rifiuto umido della raccolta differenziata e gli scarti alimentari e agro-industriali (scarti di mele, scarti della vinificazione, …) e quali possibilità ci sono?
- Che tecnologie e processi ci sono per affrontare questo problema? Possiamo sfruttare i batteri (processi biologici) per fare metano e idrogeno?
- La gestione di scarti liquidi, come liquami e acque reflue, può essere un’opportunità per produrre energia o recuperare composti?
- La gestione degli scarti è solo un problema di gestione o anche ambientale? Ha un effetto sui cambiamenti climatici? Può diventare una risorsa per la produzione di energia o di fertilizzanti organici per sostituire quelli prodotti da fonti fossili?
- Come la valorizzazione degli scarti ci può aiutare a preservare la risorse e in particolare il suolo?
Un breve “viaggio” tra le tematiche di cui l’Unità Bioeconomia della Fondazione Edmund Mach si sta occupando da anni e di cui sentiremo parlare sempre di più anche nella nostra quotidianità.
A valle della presentazione, in un secondo momento, sarà proposto alle classi un gioco di ruolo con lo scopo di coinvolgere le ragazze e i ragazzi nella ricerca di soluzioni creative per la gestione delle problematiche ambientali, in considerazione dei diversi interessi/punti di vista. La classe verrà divisa in gruppi di circa 3-4 persone, corrispondenti a diversi portatori di interesse: cittadini, decisori politici (policy makers), agricoltori, imprenditori, ricercatori, attivisti/ambientalisti, …
I gruppi verranno quindi coinvolti in una semplice e preliminare esperienza di progettazione partecipata per la risoluzione di una tematica (in particolare, la gestione degli scarti organici di una comunità), cercando di interpretare e promuovere le istanze del proprio gruppo. I ragazzi e le ragazze riceveranno il materiale informativo necessario per capire gli interessi in gioco tra le parti.
Scopo dell’esperienza è quello di prendere consapevolezza della interconnessione tra le problematiche ambientali con la bioeconomia e della necessità di pensare e adottare un approccio sistemico alla complessità nella ricerca di soluzioni innovative (come la necessità di tenere in considerazione i diversi punti di vista e tutto il ciclo di vita produttivo di un prodotto o servizio, includendo gli aspetti di sostenibilità economica, ambientale e sociale, la pluralità delle possibili soluzioni, , favorire l’accettazione delle soluzioni proposte e tecnicamente valide da parte della cittadinanza e dei fruitori, ...). Queste competenze ricadono all’interno del Quadro europeo delle competenze in materia di sostenibilità GreenComp.
Infine, ci sarà un ultimo momento di rielaborazione critica e autovalutazione dell’esperienza vissuta da parte dei partecipanti.
In sintesi, scopo dell’attività proposta è quello di:
- aumentare le conoscenze relative alla bioeconomia circolare in ottica di sostenibilità, anche con esempi pratici locali;
- prendere consapevolezza della complessità (in relazione all’età) e dell’interdipendenza di diverse problematiche economiche e ambientali;
- conoscere la multidisciplinarietà che caratterizza questo settore e la necessità di interfacciarsi di diverse figure professionali;
- contribuire all’orientamento;
- stimolare preliminari competenze di pensiero critico/sistemico in ottica di educazione civica e alla cittadinanza.
Durata 2-3 ore scolastiche da concordare con i docenti (almeno 1 ora di presentazione in aula delle tematiche relative alla bioeconomia circolare e 1 ora di simulazione attraverso un “gioco di ruolo”)
Numero di incontri 1
Periodo di svolgimento Anno scolastico in corso (Settembre -> Giugno)
Costo Gratuito
Sede dell'attività Aule didattiche degli istituti scolastici
Prenotazioni e Informazioni
Daniela Bona, Donato Scrinzi, Silvia Silvestri
Unità di Bioeconomia – Centro Ricerca ed Innovazione - Fondazione Mach
0461 615316 / 3285772001 e-mail:
daniela.bona@fmach.it
,
donato.scrinzi@fmach.it
/
https://cri.fmach.it/Ricerca/Unita-di-ricerca/Bioeconomia
Note
L’attività verrà pianificata in accordo con coloro che ne faranno richiesta e in relazione alla disponibilità dei ricercatori coinvolti.
Autore della foto Archivio Fondazione Edmund Mach